MNEMOSYNE

CHIASMA 10 ANNI!

ATLANTE DEL DIVENIRE

9–11 novembre 2026Largo VenueRoma, via Biordo Michelotti 2Ingresso libero con prenotazione obbligatoria su Eventbrite

Fondata a Roma come organismo di produzione artistica multidisciplinare e votata alle arti e alle culture contemporanee, Chiasma festeggia i suoi primi dieci anni di attività con la direzione artistica di Salvo Lombardo. Un tempo dedito ad un capillare lavoro che si è articolato principalmente in tre assi: ricerca e produzione, formazione, programmazione e curatela di festival e rassegne, rivolgendo la sua offerta tanto al contesto locale quanto alla scena internazionale. Un decennio rivolto a scardinare la linearità dei linguaggi per costituirsi come una dimora attraversata da una tensione costante proiettata verso la sperimentazione e l’innovazione dei linguaggi.

In filosofia e nell’arte, il “chiasma” è una struttura a X, dove gli elementi si intersecano, si rispecchiano e si influenzano a vicenda, è una struttura dell’intreccio e per estensione è interpretabile come il punto di reversibilità e di dissoluzione delle categorie binarie: soggetti-oggetti, individui-ambiente, etica-estetica e dove l’identità si definisce solo nell’incontro con l’altro e alimentando una cultura del “molteplice”. Coerente con questa immagine fondativa, Chiasma si è affermato come organismo pluricellulare, un reticolato di artisti e artiste che cercano nel tempo forme di dialogo e di prossimità non solo progettuale ma soprattutto critica e immaginativa.

Nonostante questa premessa, festeggiare dieci anni non significa per noi tracciare un bilancio nostalgico, né animare un festeggiamento autoreferenziale o che miri alla costituzione di una qualche forma di archivio concluso. Questo festeggiamento è un appuntamento pubblico dedicato anche alle trasformazioni e ai nuovi inizi, alle nuove traiettorie del possibile.

MNEMOSYNE è un invito a varcare la soglia, a festeggiare dieci anni di incroci, di corpi mutati, di alleanze, di lotte e di radicamenti, offrendo al pubblico una mappa di ciò che ancora vive e che ripercorre anche le tracce generate nel tempo.

La rassegna si propone come un dispositivo di indagine sulle arti performative attraverso il corpo e la storia di Chiasma e dei percorsi autoriali che attualmente la abitano.

Il titolo MNEMOSYNE trae ispirazione da un duplice riferimento: da un lato la dea greca del Ricordo – Mnemosyne – madre delle nove Muse, per celebrare l’incontro e la traiettoria delle nove artiste e artisti che attualmente formano l’ossatura e il sistema linfatico di Chiasma come organismo di produzione delle arti dal vivo. Nove visioni, nove emanazioni di una traiettoria comune, di processi artistici messi in consonanza e che si intersecano e si rifrangono durante le varie giornate di programmazione.

L’altra fonte di ispirazione è il famoso Atlante Mnemosyne di Aby Warburg, in omaggio al quale il festival si configura come una mappa vivente di concatenazioni linguistiche e sensoriali, attraverso le quali si possa stressare ogni forma di linearità narrativa, temporale, estetica. Per analogia, abbiamo pensato a un programma i cui lavori si dispiegano nel tempo e nello spazio come una costellazione di accensioni e di affacci sul presente.

La composizione del programma intreccia opere che hanno sedimentato la loro storia e che sono state programmate anche a Roma in diverse occasioni, segnando man mano il passo e l’identità di Chiasma, assieme a processi non ancora compiuti o ancora in ricerca.

In questa visione l’esercizio di memoria che animerà il festeggiamento di questi primi dieci anni di attività si configura come un sistema di pratiche, saperi, affetti che transitano nel tempo, abitano il presente, dialogano con le sue istanze attuali, lo rifondano e si mostrano come forme in movimento. In questo senso sarà un atlante del divenire. Forme del desiderio, gravide di futuro che abitano la dimensione della festa.

Programma

EXTRA5-6-7 novembre 2026

  • Anna Basti

    praticaFortezza Est

Lunedì9 novembre

  • Ingresso individuale ogni 45 minuti

    Anna Basti

    living archiveSala Rumah

  • Daria Greco

    pratica partecipativaGiardino

  • Diana Anselmo

    lecture performanceSala Live

  • Edoardo Mozzanega

    performanceSala Live

  • Fabritia D’Intino e Federico Scettri

    performanceSala Live

Martedì10 novembre

  • Ingresso individuale ogni 45 minuti

    Anna Basti

    living archiveSala Rumah

  • Valentina Sansone

    performanceSala Acquario

  • Edoardo Mozzanega

    installazione sonora | performanceSala Live

  • Claudio Larena

    performanceGiardino

  • Salvo Lombardo

    performanceSala Live

  • Marta Olivieri

    performanceSala Live

Mercoledì11 novembre

  • Daria Greco

    audio walkSpazio Urbano

  • Salvo Lombardo e Daniele Spanò

    installazioneSala Rumah

  • Daria Greco

    installazioneSala Rumah

  • Claudio Larena

    workshopSala Live

  • Fabritia D’Intino

    installazioneSala Rumah

  • Filippo Lilli e Ludovica Manzo

    performanceSala Rumah

  • Fabritia D’Intino e Federico Scettri feat. Ludovica Manzo

    performanceSala Live

  • Salvo Lombardo

    performance + dj setSala Live

Come raggiungerci

METRO
Linea C · Pigneto
TRAM
5 · 14 · 19
BUS
81 · 412 · N12 · N28

pratica

Indagine sullo stato dei corpi - la trilogia di pratiche

Anna Basti

Immagine di Indagine sullo stato dei corpi - la trilogia di pratiche
Quando
5 novembre 2026 | 15.00 - 17.00
6 novembre 2026 | 16.00 - 19.00
7 novembre 2026 | 16.00 - 18.00
Luogo
Fortezza Est
A chi si rivolge
La call è aperta a tutt3. Non sono necessarie conoscenze specifiche pregresse: servono il desiderio di mettersi in gioco in una dimensione collettiva e la voglia di prendersi un tempo di riflessione e di cura del proprio corpo. È necessario poter partecipare a tutti e tre gli incontri.
Per partecipare
Per candidarti, scrivi alla mail indaginesullostatodeicorpi@gmail.com entro il 2 novembre indicando nome, contatti e due righe su cosa ti spinge a partecipare.

Il progetto parte dalla domanda “Come stiamo?”. Il desiderio è di aprire ed articolare il quesito per far emergere dalle comunità, dai gruppi e dai singoli corpi con cui questa ricerca si relaziona, quali sono le condizioni che determinano lo stato di un corpo, la sua salute, le sue emozioni, la sua postura sociale, culturale e politica, nonché micro biologica e ormonale.

Il progetto si articola in una trilogia di pratiche collettive aperte a tutt3 e in un Living Archive in cui tutti i materiali generati dalle pratiche possano essere attraversati in una dimensione esperienziale da un singolo corpo.

Le pratiche sono organizzate come esperienze immersive, utilizzando la voce come mezzo per guidare i corpi. Il suono che accompagna le pratiche è curato da Hugo Sanchez e da Simona Beat, artist3 del collettivo Pescheria_Roma. La scelta del suono è sostenuta dallo studio specifico su alcune frequenze che hanno la capacità di agire sui corpi e soprattutto sui liquidi di cui il nostro corpo è in gran parte composto.

#1_Prima pratica_Unlocking the body

Pratica corporea che lavora sul rilassamento dell’ileo psoas e del diaframma.

#2_Secondo giorno_l’unico punto fisso, è interrogativo

Pratica corporea che insiste sulla visualizzazione e sull’ascolto interno ed utilizza il bouncing per far emergere domande sulla condizione dei corpi.
Come sto? Come stiamo? Come mi sento oggi? Di cosa ho bisogno?
Che cos’è che mi impedisce di stare bene?

#3_Terza pratica_…almeno 20 secondi

Quando due corpi entrano in relazione e lo fanno abbracciandosi, se ci si ferma almeno 20 secondi in questo abbraccio, in determinate condizioni, il nostro sistema endocrino comincerà ad attivarsi producendo ormoni che hanno a che fare con il nostro benessere psico-fisico: ossitocina, dopamina, serotonina. Automaticamente la produzione di cortisolo, l'ormone dello stress, si abbassa.

Crediti

  • Di: Anna Basti
  • Suono: Hugo Sanchez e Simona Beat (pescheria_roma)

Bio

Danzatrice, performer e ricercatrice indipendente, con una formazione che affonda le radici nella danza classica e contemporanea, la sua ricerca si concentra sempre di più su progetti di comunità, dedicati a non professionisti, principalmente in relazione con lo spazio pubblico. Il suo obiettivo è condividere i saperi acquisiti sul corpo con un numero maggiore di persone possibili, nell’ottica di aumentare la consapevolezza del corpo, del suo potenziale e dello spazio che occupa, attraverso proposte in cui anche il rapporto con altri corpi possa attivare processi trasformativi.

living archive

Indagine sullo stato dei corpi - primo studio

Anna Basti

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Quando
Lunedì 9 novembre 2026, dalle 15.00 alle 23.00
Ingresso
Ingresso individuale ogni 45 minuti. Prenotazione obbligatoria su Eventbrite
Durata
40 minuti

Il progetto parte dalla domanda “Come stiamo?”. Il desiderio è di aprire ed articolare il quesito per far emergere dalle comunità, dai gruppi e dai singoli corpi con cui questa ricerca si relaziona, quali sono le condizioni che determinano lo stato di un corpo, la sua salute, le sue emozioni, la sua postura sociale, culturale e politica, nonché micro biologica e ormonale.

Il progetto si articola in una trilogia di pratiche collettive aperte a tuttə e in un Living Archive in cui tutti i materiali generati dalle pratiche possano essere attraversati in una dimensione esperienziale da un singolo corpo.

Pensato come un'installazione immersiva, dedicata ad un singolo corpo, il Living Archive è attraversabile sia dalle persone che hanno partecipato alla trilogia di pratiche, sia da chi non lo ha fatto. A cavallo tra profondità acquatiche e iperspazio, intimo e accogliente, un luogo in cui mettersi comodə e sentirsi a proprio agio, in cui prendersi un tempo di contemplazione e di ascolto. Un luogo in cui l’esperienza collettiva delle pratiche si addensa in un’esperienza per un singolo corpo.

I materiali emersi dalle pratiche andranno a nutrire l’installazione, che sarà di volta in volta diversa, pur mantenendo la stessa struttura.

Se la trilogia di pratiche ha già avuto la possibilità di incontrare molti corpi, il Living Archive prenderà vita per la prima volta in occasione di Mnemosyne.

Crediti

  • Di Anna Basti
  • Suono: Hugo Sanchez e Simona Beat (pescheria_roma)
  • Con il sostegno di centro di residenza del veneto
  • Materiali video: Lorenzo Bruno
  • Direzione tecnica: Alessio Troja

Bio

Danzatrice, performer e ricercatrice indipendente, con una formazione che affonda le radici nella danza classica e contemporanea, la sua ricerca si concentra sempre di più su progetti di comunità, dedicati a non professionisti, principalmente in relazione con lo spazio pubblico. Il suo obiettivo è condividere i saperi acquisiti sul corpo con un numero maggiore di persone possibili, nell’ottica di aumentare la consapevolezza del corpo, del suo potenziale e dello spazio che occupa, attraverso proposte in cui anche il rapporto con altri corpi possa attivare processi trasformativi.

pratica partecipativa

BALLETTI

Daria Greco

Immagine di giorno-9-e2
Quando
Lunedì 9 novembre 2026, ore 18.00
Ingresso
Gratuito con prenotazione obbligatoria su Eventbrite
Durata
60 minuti

BALLETTI è un progetto di trasmissione fedele delle coreografie dei videoclip musicali.

Negli anni Novanta, popstar come Britney Spears, Backstreet Boys, Spice Girls, Ricky Martin, Janet Jackson, solo per citarne alcuni, hanno combinato la propria musica con la danza costruendo delle performance coreografiche, da soli o con altri ballerini, diventate l’elemento ricorrente dei videoclip musicali e dei live di quegli anni.

Già nei primi anni Ottanta Michael Jackson aveva danzato le proprie canzoni in maniera indimenticabile, ma da Vogue di Madonna (1990) in poi, ballare nei videoclip diventa un genere. Daria Greco oggi intende questa produzione coreografica repertorio e ne fa cardine della propria ricerca.

BALLETTI è la ripresa il più possibile esatta dei movimenti, o “passi” (per stare anche linguisticamente dentro quegli anni) originali delle coreografie dei videoclip musicali.

Daria Greco ricrea una classe di danza moderna in cui tutto corrisponde all’estetica anni Novanta. Dopo un breve riscaldamento del corpo e la visualizzazione dell’intero videoclip che si vuole trattare, la trasmissione della coreografia avviene attraverso la spiegazione dei passi e l’assimilazione dei conteggi, in maniera frontale e per mezzo della ripetizione.

BALLETTI è nato nel febbraio 2022 sul finire del periodo pandemico in una forma intima fra amiche, con il solo desiderio di incontrarsi e ballare insieme. Più tardi, a grande richiesta, diventa una classe di danza all’interno dello spazio romano Fivizzano27 e debutta come progetto artistico per le piazze durante La Festa Della Danza di giugno 2024.

BALLETTI con l’esperienza di piazza conferma e celebra la sua natura e il motivo per cui è nato: divertirsi insieme per mezzo della condivisione.

Crediti

  • Di e con: Daria Greco
  • Produzione: Chiasma

Bio

Daria Greco è una danzatrice e autrice che basa la sua ricerca coreografica sul rapporto fra meccanica del corpo e immaginazione. Artista associata del gruppo Chiasma (MIC) di Salvo Lombardo, ha lavorato, inoltre, con Carsten Saeger, Alice Gosti, Fabritia D’Intino, Clementine Vanlerberghe, Riccardo Guratti, DOM, Federica Santoro, Clara Delorme.
Per la scena ha realizzato Crangon Crangon; [parentesi]; Kern; Rampante; BALLETTI; ed è autrice delle produzioni audiovisive Crangon Crangon Eyes e Rampante. Nel 2009 ha lavorato come ballerina per Rai Gulp. PAUSA PRANZO_Classi di Danza Contemporanea è il suo progetto didattico.
È coach di movimento per compagnie di danza, teatro e circo contemporaneo.

lecture performance

Autoritratto

Diana Anselmo

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Quando
Lunedì 9 novembre 2026, ore 19.00
Ingresso
Gratuito con prenotazione obbligatoria su Eventbrite
Durata
50 minuti

Autoritratto in tre atti, esattamente come l’artista che lo abita, e si fa beffa dei confini del genere e da videoperformance di 7min esonda in lecture-performance più ampia.

Il tema centrale è lo sguardo, declinandolo però sotto tre diversi punti di vista; quasi fossero tre differenti modi di guardare ad un guardare:

Si inizia dallo sguardo proprio: cosa vuol dire abitare un corpo con disabilità?

Si giunge poi a quello subìto, mettendo in campo il tema dell’intrusività degli sguardi altrui sui nostri corpi; sguardi che rendono la persona con disabilità oggetto di un qual certo morboso piacere voyeuristico.

Tra cenni sociologici ed esperienze autobiografiche si approda infine ad un ultimo tipo di sguardo, tanto poetico quanto politico: quello riappropriato.

È lo sguardo cercato, voluto e autodeterminato, sulla e della propria corporeità. Sguardo non più singolare ma collettivo, così come restituito dal videomanifesto di Al.Di.Qua., prima associazione europea di advocacy composta da artisti e artiste con disabilità, per artisti e artiste lavoratori e lavoratrici del settore spettacolo con disabilità.

Uno sguardo che, rovesciando l'oggetto in un soggetto, può finalmente esondare gli argini delle definizioni maggiori.

Con interpretariato in LIS

Crediti

  • Di e con: Diana Anselmo
  • Ringraziamento per le voci in ordine di apparizione: Aristide Rontini, Giuseppe Comuniello, Alessandro Schiatterella, Chiara Bersani, Ilenya Caleo, Stefania Di Paolo, Giacomo Curti, Valentina Alessandria, Claudio Gaetani.
  • Regia del videomanifesto di Al.Di.Qua. a cura di Claudio Gaetani
  • Interprete LIS: Beatrice Poggi
  • Produzione: CHIASMA

Bio

Diana Anselmo (Palermo, 1997) è performer e artista visivo queer e Sordo. La sua ricerca artistica, di matrice antistorica ed anarchivista, indaga le forme di oppressione della comunità sorda. Bilingue LIS/ITA, debutta nel 2021 con Autoritratto in 3 atti. Tra i progetti recenti: Je Vous Aime (performance e mostra presso Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, 2024), Monumentum DA con Cristina Kristal Rizzo e Pas Moi (performance e mostra presso Scuola Piccola Zattere, 2025). È il direttore artistico del Festival Repubblica Sorda.

performance

Questa casa scomparirà – Studio #1

Edoardo Mozzanega

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Quando
Lunedì 9 novembre 2026, ore 20.30
Ingresso
Gratuito con prenotazione obbligatoria su Eventbrite
Durata
60 minuti

Questa casa scomparirà – studio #1 è la prima emersione di un lavoro in creazione, che parte da una casa che non c’è più e da una domanda: cosa resta quando casa scompare?

La performance è un dispositivo interattivo, un copione da leggere e agire insieme, un gioco letterario e performativo che trasforma lo spazio in un paesaggio domestico, popolato di apparizioni e storie evocate dai reperti salvati dalla distruzione.

Una sorta di funerale, un ritratto post mortem della casa, una celebrazione degli stati di transizione, un tentativo di amare la casa e la sua scomparsa, il desiderio di una casa mobile e trasformabile, una critica dell’abitare, cibarsi del cadavere di una casa morta, l’evocazione di un luogo fantasma, stare a bagno nelle contraddizioni, un edificio di parole al vento, il sogno di una casa futura, una casa molto carina senza soffitto e senza cucina, una nonna fredda, una montagna che cade, una guancia rossa, tutto trema, la pelle calda, una stufa, un camper, un bacio al freddo, una bambina che corre, un torrente gelido, le coperte fino al mento, uno zaino leggero, nostalgia di futuro.

LA CASA STA FERMA

MENTRE LA VITA SI MUOVE

LA CASA È UN PUNTO IMMOBILE

MENTRE LA VITA FUORI SI AGITA

LA CASA SI AGITA PIANO PIANO

MA NESSUNO SI ACCORGE

LA CASA SI MUOVE

SE TUTTI BALLIAMO FORTE

LA CASA SI MUOVE

CON LA CATASTROFE

LA CASA SI MUOVE

CON TUTTO CHE TREMA

LA CASA SI MUORE

LA CASA SI ABITA

LA CASA SCOMPARE

LA CASA MI AGITA

LA CASA SCOMPARE

LA CASA SCOMPARE

LA CASA RITORNA

LA CASA IN MACERIE

IL CUORE IN FIAMME

LA CASA

LA CAS

A CAS

CAS

CA

A

Crediti

  • Di: Edoardo Mozzanega
  • In collaborazione con: Giulia Scotti
  • Produzione: Chiasma
  • Con il sostegno di IntercettAzioni – Centro di Residenza Artistica della Lombardia /
  • Teatro delle Moire

Bio

Edoardo Mozzanega è performer, regista e coreografo. La sua ricerca, radicata nel corpo, attraversa teatro, danza e pratiche somatiche per creare opere performative in teatro e site specific, indagando la relazione tra percezione, narrazione e trasformazione del reale. Nel 2019 co-fonda Neutopica, progetto nomade di pratiche relazionali e comunità temporanee. Dal 2021 collabora come interprete con Alessandro Sciarroni.

performance

WANNABE

Fabritia D’Intino e Federico Scettri

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Quando
Lunedì 9 novembre 2026, ore 22.00
Ingresso
Gratuito con prenotazione obbligatoria su Eventbrite
Durata
30 minuti

WANNABE è un viaggio visivo attraverso le rappresentazioni del corpo nella cultura pop. L’immaginario di riferimento è quello della tv e dei videoclip in cui il corpo femminile viene iper-sessualizzato e spinto verso la riproduzione di un virtuosismo quasi pornografico. La scelta artistica è quella di accogliere tale spinta in una ricerca ossessiva verso un essere altro in una celebrazione forzata del mainstream. La cultura pop occidentale e lo sguardo maschile diventano così la base contemplativa del corpo in movimento. WANNABE è un oggetto progettato per mettere in discussione l'atto stesso del guardare.

Crediti

  • Ideazione: Fabritia D’Intino e Federico Scettri
  • Coreografia e danza: Fabritia D’Intino
  • Musica live: Federico Scettri
  • Produzione esecutiva: Chiasma
  • Sostegno: Indisciplinarte, SpazioK.Kinkaleri, CALA Festival, Young Jazz Festival, Spazio ZUT, Déjà Donnè
  • Vincitore premio (In)Generazione promosso da Fondazione Fabbrica Europa Firenze Vincitore premio TU 35 Expanded di Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci Prato Selezionato per la Vetrina della Giovane Danza d’Autore - Network Anticorpi Ravenna Selezionato per BTTF - Back to The Future! Milano

Bio

Fabritia D’Intino è coreografa e performer. La sua pratica indaga principalmente lo sguardo e il suo potenziale di informare il corpo in movimento, attraversando questioni di visibilità, riconoscimento e rappresentazione. I suoi lavori, spesso in collaborazione con altrə artistə, vengono presentati in diversi contesti internazionali e sostenuti da festival e centri residenza in Italia e all'estero. Oltre alla creazione per la scena e il site specific sviluppa progetti di trasmissione e formati di ricerca.

Federico Scettri è batterista e sound artist. Si esibisce in molte formazioni nell’ambito del jazz contemporaneo in Europa e America e collabora in particolare con la band "Cosmic Renaissance" di Gianluca Petrella. Nei diversi progetti spazia tra la scena pop e progetti più sperimentali. Oltre alla batteria, dal vivo utilizza anche laptop e live electronics, sia in formazioni allargate che in solo. Dal 2016 si dedica inoltre al sound design collaborando con diversi registi e coreografe.

Fabritia e Federico collaborano stabilmente dal 2016.

living archive

Indagine sullo stato dei corpi - primo studio

Anna Basti

Indagine sullo stato dei corpi
Quando
Martedì 10 novembre 2026, dalle 15.00 alle 23.00
Ingresso
Ingresso individuale ogni 45 minuti. Prenotazione obbligatoria su Eventbrite
Durata
40 minuti

Il progetto parte dalla domanda “Come stiamo?”. Il desiderio è di aprire ed articolare il quesito per far emergere dalle comunità, dai gruppi e dai singoli corpi con cui questa ricerca si relaziona, quali sono le condizioni che determinano lo stato di un corpo, la sua salute, le sue emozioni, la sua postura sociale, culturale e politica, nonché micro biologica e ormonale.

Il progetto si articola in una trilogia di pratiche collettive aperte a tuttə e in un Living Archive in cui tutti i materiali generati dalle pratiche possano essere attraversati in una dimensione esperienziale da un singolo corpo.

Pensato come un'installazione immersiva, dedicata ad un singolo corpo, il Living Archive è attraversabile sia dalle persone che hanno partecipato alla trilogia di pratiche, sia da chi non lo ha fatto. A cavallo tra profondità acquatiche e iperspazio, intimo e accogliente, un luogo in cui mettersi comodə e sentirsi a proprio agio, in cui prendersi un tempo di contemplazione e di ascolto. Un luogo in cui l’esperienza collettiva delle pratiche si addensa in un’esperienza per un singolo corpo.

I materiali emersi dalle pratiche andranno a nutrire l’installazione, che sarà di volta in volta diversa, pur mantenendo la stessa struttura.

Se la trilogia di pratiche ha già avuto la possibilità di incontrare molti corpi, il Living Archive prenderà vita per la prima volta in occasione di Mnemosyne.

Crediti

  • Di Anna Basti
  • Suono: Hugo Sanchez e Simona Beat (pescheria_roma)
  • Con il sostegno di centro di residenza del veneto
  • Materiali video: Lorenzo Bruno
  • Direzione tecnica: Alessio Troja

Bio

Danzatrice, performer e ricercatrice indipendente, con una formazione che affonda le radici nella danza classica e contemporanea, la sua ricerca si concentra sempre di più su progetti di comunità, dedicati a non professionisti, principalmente in relazione con lo spazio pubblico. Il suo obiettivo è condividere i saperi acquisiti sul corpo con un numero maggiore di persone possibili, nell’ottica di aumentare la consapevolezza del corpo, del suo potenziale e dello spazio che occupa, attraverso proposte in cui anche il rapporto con altri corpi possa attivare processi trasformativi.

performance

NON ERA PREVISTO CHE NOI SOPRAVVIVESSIMO

Valentina Sansone

Immagine di giorno-10-e2
Quando
Martedì 10 novembre 2026, ore 16.00, 17.00 e 18.00
Ingresso
Gratuito con prenotazione obbligatoria su Eventbrite
Durata
10 minuti

Uno spazio circoscritto. Una vetrina che isola ma allo stesso tempo rende visibile. La trasparenza del vetro si fa simbolo di uno sguardo dominante, che nel tempo ha trasformato i corpi delle donne in oggetti di controllo, campi di conquista, spazi da sorvegliare e disciplinare.

Il vetro si sporca lentamente. Mucosa e sangue si depositano, ne alterano la superficie. La materia organica diventa traccia e testimonianza di una storia fatta di corpi smembrati, desideri soffocati, erotismi giudicati. È ciò che resta quando la libertà viene negata, quando abitare certi corpi significa ancora esporsi al rischio. La visione si incrina. Lo sguardo, abituato a mettere a fuoco per misurare, ordinare, possedere, fatica a orientarsi. È costretto a cedere il suo privilegio di chiarezza, a confrontarsi con un vedere parziale, sfalsato, non più centralizzato.

Crediti

  • Ideazione e regia: Valentina Sansone
  • Performer: Matilde Cortivo
  • Produzione: Chiasma
  • Con il sostegno di: ArtQ13

Bio

Valentina Sansone (Roma, 1988) è danzatrice e autrice.

Ha collaborato con Romeo Castellucci (Stabat Mater), Valentina Carrasco (Lucrezia Borgia, I Vespri Siciliani), Enzo Cosimi (Coeefore Rock & Roll, Take Me Up Take Me Higher), El Conde de Torrefiel (La Plaza), Ingri Fiksda, (Shadows of tomorrow) Daria Greco (Crangon Crangon), Ludivine Large Bessette (Mouvement d'ambivalence) Polisonum (Superimposition).

Dal 2021 è artista associata a CHIASMA, progetto diretto e curato da Salvo Lombardo.

La sua ricerca autoriale si concentra sulla creazione di performance site-specific che intrecciano corpo, suono e spazio. In collaborazione con il sound artist Filippo Lilli realizza Simpatia n. – Concerto per campanile e corpo, progetto di danza concepito per spazi non convenzionali e presentato in numerosi festival nazionali. Nel 2025 presenta Non era previsto che noi sopravvivessimo nell’ambito di Interazioni Festival.

installazione sonora | performance

Tiger’s Nap

Edoardo Mozzanega

Immagine di giorno-10-e3
Quando
Martedì 10 novembre 2026, ore 16.20, 17.20 e 18.20
Ingresso
Gratuito con prenotazione obbligatoria su Eventbrite
Durata
25 minuti

Tiger’s nap è una performance partecipativa in cui il pubblico è invitato a un “public nap”, cioè un pisolino collettivo in ambiente urbano o semi-urbano e in luoghi non convenzionali. Il pisolino avviene sopra una grande pelliccia, dove le partecipanti vengono invitat3 a indossare delle sleeping mask con le fattezze di una tigre e a riposare, guidat3 da una sessione di meditazione visiva e sensoriale. Un viaggio interiore, attraverso l’immersione in un mondo sonoro e in un racconto, con la libertà di ascoltare o di abbandonarsi al sonno.

La tigre, simbolo di ferocia predatoria e di potenza, ribalta il suo stereotipo e viene qui evocata come entità protettrice delle pause, delle sospensioni e dei pisolini. Il riposo si trasforma in esperienza condivisa, una sospensione del tempo quotidiano e il tappeto diventa un presidio anticapitalista, che invita a sospendere la performatività, a ribaltare la percezione dello spazio pubblico, abitandolo con un atto di astensione dal fare a tutti i costi.

Mentre si abbandonano gli spettatori diventano a loro volta protagonisti di una performance involontaria, diventando una visione per chi di passaggio: un branco di felini-umanoidi che riposano e sognano insieme.

Crediti

  • Di e con: Edoardo Mozzanega
  • Suono: Flavia Passigli
  • Installazione: Chiara Prodi
  • Produzione: Chiasma

Bio

Edoardo Mozzanega è performer, regista e coreografo. La sua ricerca, radicata nel corpo, attraversa teatro, danza e pratiche somatiche per creare opere performative in teatro e site specific, indagando la relazione tra percezione, narrazione e trasformazione del reale. Nel 2019 co-fonda Neutopica, progetto nomade di pratiche relazionali e comunità temporanee. Dal 2021 collabora come interprete con Alessandro Sciarroni.

performance

Breathing Room feat. Michele Abbondanza

Salvo Lombardo

Immagine di giorno-10-e4
Quando
Martedì 10 novembre 2026, ore 20.00
Ingresso
Gratuito con prenotazione obbligatoria su Eventbrite
Durata
45 minuti

Cosa muove il respiro tra le cose: quel tra-spirare, quello spiraglio tra il prendere e il dare, tra il rubare pezzi di mondo e rilasciare fiato al mondo in pezzi?

Con Breathing room Salvo Lombardo si appoggia al respiro, avvicinandolo come come atto poetico per l’invenzione di uno spazio ideale e dilatato in cui “riprendere fiato”. Pensato come un ambiente in perenne edificazione Breathing room trae ispirazione da Il silenzio è cosa viva di Chandra Livia Candiani ed è informato da una serie di tracce che Salvo Lombardo ha ricevuto nel tempo come dono da parte di diverse persone, colleghe e amiche, che hanno contribuito ad allenare il respiro come sostanza significante e come campo aperto di significati.

Ogni apertura di questo “respiratorio” è attivata dall’invito ad unə artista proveniente dall’ambito della danza e della performance ad abitare questo perimetro relazionale, assieme al pubblico presente, tramite l’attivazione di una performance determinata in tempo reale, senza prove, né anteprime, né repliche. L’invito si sostanzia come atto di complicità, come espressione radicale di un essere-adesso e come occasione per mettere in discussione, respirando, i principi di autorità e di potere individuale che sottendono il sistema produttivo dell’arte: un invito da cui farsi portare, un’attitudine all’ascolto, un esercizio alla vulnerabilità e relazionalità che possa suggerire un atto di cura reciproco. Breathing room si inserisce nel solco della riflessione sulla cura portata avanti con la Lavanderia a Vapore di Collegno.

Crediti

  • Ideazione, testi, voce e ambiente: Salvo Lombardo
  • Con la partecipazione di Michele Abbondanza
  • Drammaturgia ispirata a Il silenzio è cosa viva di Chandra Livia Candiani
  • Parole in forma di dono: Adriana Borriello, Alessandra Cristiani, Alessandro Sciarroni, Andrea Dionisi, Anna Basti, Annamaria Ajmone, Antonella Bertoni, Antonio Tagliarini, Aristide Rontini, Chiara Ameglio, Chiara Bersani, Christopher Serebour, Cristina Kristal Rizzo, Daniele Ninarello, Doriana Crema, Edoardo Mozzanega, Elena Giannotti, Fabio Pronesti, Fabritia D'Intino, Francesca Foscarini, Francesca Pennini, Giulia Cannas, Irene Russolillo, Lucia Cammalleri, Luciano Ariel Lanza, Lucrezia Gabrieli, Luna Cenere,Marco D'Agostin, Marta Ciappina, Matteo Marchesi, Nicola Galli, Ornella D'Agostino,Philippe Barbut, Silvia Calderoni, Silvia Gribaudi, Sissj Bassani, Stefania Tansini, Teri Jeanette Weikel, Valerie Tameu, Valerio Sirna, Vincent Giampino
  • Ambiente sonoro live: Federico Scettri
  • Sound design: Fabrizio Alviti
  • Citazioni musicali da Ira di Iosonouncane
  • Sguardo curatoriale: Chiara Organtini
  • Produzione esecutiva: Chiasma
  • Con il sostegno di Lavanderia a Vapore di Collegno
  • Con il contributo di MIC - Ministero della cultura

Bio

Salvo Lombardo, è un performer, coreografo, artista multimodale e curatore di progetti performativi. Dal 2016 è direttore artistico di Chiasma. I suoi lavori sono ospitati in festival, teatri, musei e spazi indipendenti in Italia e all’estero. Dal 2019 al 2021 è stato co-curatore di Resurface Festival (Roma). Dal 2021 è direttore artistico di Interazioni - Festival (Roma). È stato tra i soci fondatori di Ostudio a Roma. è stato artista associato del Festival Oriente Occidente nel 2017-2018-2025 e MilanOltre Festival dal 2022 al 2024. Infine associato della Lavanderia a Vapore dal 2022 al 2024, con la quale attualmente collabora come ricercatore sul rapporto tra drammaturgie e critica istituzionale. Insegna tecniche del performativo presso NABA Milano.

performance

Stiamo lavorando per voi (ci scusiamo per il disagio)

Claudio Larena

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Quando
Martedì 10 novembre 2026, ore 19.00
Ingresso
Libero
Durata
30 minuti

L’idea è quella di simulare un cantiere urbano che esiste solo per essere cantiere. Un luogo in cui il lavoro è la creazione del luogo di lavoro e non il lavoro per il quale dovrebbe esistere quel luogo: una Macchina Celibe che si autoalimenta e che esiste solo per l’avanzamento e il sostenimento della stessa.

Simulare un cantiere significa occupare una porzione di spazio pubblico attraverso un’estetica conosciuta e a norma di legge, significa poter abitare quel frammento, poter vivere quella dimensione spazio-tempo, svuotando un cantiere del suo significato, liberandolo dalla sua funzione per renderlo Manifesto di cambiamento e stravolgimento del paesaggio e dell’ordinario. Simulare un Cantiere significa proporre di riattivare la percezione del circostante, che viviamo come sfondo assunto a cui siamo abituati ed educati. Significa instituire un Luogo, prendere spazio ed abitarlo, modificandone il senso e il contenuto, mantenendo identico il contenitore, la forma e l’estetica. Un cantiere svuotato che non produce, non getta cemento, non smonta sanpietrini, non squarcia l’asfalto, non pittura pareti, ma semplicemente esiste in quanto Luogo e in quanto Luogo si fa contenitore di eventi, il primo dei quali sarà il suo stesso allestimento.

Crediti

  • Di: Claudio Larena
  • Con: Giovanni Onorato; Elena Bastogi; Claudio Larena
  • Suono: Lorenzo Minozzi
  • Costumi: Ilena Alesi
  • Produzione: Chiasma
  • Sostenuto da: Mare Culturale Urbano; Associazione Demetra (CURA); Lavanderia a Vapore; AtelierSì; Danza Urbana XL
  • Debutto: Roma Europa Festival 2024

Bio

Claudio Larena è autore e performer. Nei suoi lavori spazia tra i linguaggi dell'installazione, della danza e della performance. Si forma in contesti non accademici prendendo parte a workshop con artiste nazionali ed internazionali. Dopo il debutto in forma di studio del suo primo lavoro (Calcinacci), presso il RomaEuropaFestival 2020, prosegue il suo percorso creativo con l'ideazione di quattro nuovi progetti: -LENA; Spinte; Stiamo Lavorando per voi (ci scusiamo per il disagio); Dedalo.

performance

Trespass processing an emerging choreography

Marta Olivieri

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Quando
Martedì 10 novembre 2026, ore 21.30
Ingresso
Gratuito con prenotazione obbligatoria su Eventbrite
Durata
45 minuti

Trespass_processing an emerging choreography desidera aprire uno spazio e un tempo alla contemplazione. Si inserisce nella ricerca tra il visibile e l'invisibile. Vuole indagare la moltiplicazione dello sguardo e l'emersione del corpo, attraverso l'assorbimento e la restituzione. Utilizza la coincidenza ma non esclude la discrepanza.

In questa versione tre performer abitano lo spazio, osservando l'ambiente circostante con l'obiettivo di restituirne un accesso e un'interpretazione generata dall'incontro tra l'io e il contesto. Non c'è separazione tra pubblico e performer, difatti il pubblico può attraversare e modificare lo spazio spostando il proprio punto di vista. L’osservatore è parte integrante del processo di creazione: appunta, si sposta, si ferma. La struttura dell'opera ne permette la continua scrittura, presentando ad ogni riproduzione una nuova emersione, come conseguenza di un luogo abitato peculiare.

Crediti

  • Di: Marta Olivieri
  • Performer: Loredana Canditone, Marta Olivieri, Vera Borghini
  • Progetto sonoro: Filippo Lilli
  • Collaborazione artistica: Camilla Guarino, Giuseppe Comuniello
  • Fonico: Federico Scettri
  • Styling: Giulia Adelina
  • Con il sostegno produttivo di Chiasma e con il supporto di: Carrozzerie Not, Robida, Vera Stasi, Atelier delle arti, Teatro India | Teatro di Roma.

Bio

Marta Olivieri è autrice e performer. Intende la coreografia come una “rappresentazione dell’essere umano attraverso il ballo e il movimento” (Alva Noë). Utilizza l’ anatomia esperienziale come attivatrice creativa. Secondo il suo approccio l’acquisizione di consapevolezza somatica va attraversata, approfondita e dimenticata come un passaggio rapido e mai solenne dell’esperienza. Cerca nei suoi lavori di costruire una scena che porti l’inclinazione come poetica. Non essere in asse, non guardare né muoversi aspirando a una frontalità canonica corrisponde a prendere un’altra postura nel mondo, una postura che cerca nell’obliquità il suo nuovo, mutevole, asse.

audio walk

Crangon Crangon +

Daria Greco

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Quando
Mercoledì 11 novembre 2026, ore 11.00
Ingresso
Gratuito con prenotazione obbligatoria su Eventbrite
Durata
50 minuti

Crangon Crangon + ha l'intento di trasmettere a* partecipant* la pratica costitutiva del progetto Crangon Crangon: frequentare il moto opposto a quello di chi avanza. A partire dallo studio dello spazio dietro secondo un check anatomico fatto di visualizzazioni e minuziose attivazioni, è previsto un tempo di ricerca empirica caratterizzato da esercizi di propriocezione e lunghe camminate all'indietro. A ciò si affianca e si mescola un tempo di osservazione teorica, connotato da letture sul tema del corpo e dell'ignoto.

La pratica è nutrita dallo spazio che la ospita col quale si relaziona in termini di immaginario e di durata.

L'indagine è rivolta a corpi di qualsiasi età, genere e provenienza e si riserva la possibilità di essere condotta in spazi indoor e outdoor per la cui adesione è richiesto un abbigliamento soggettivamente comodo.

La conduzione è a cura di Daria Greco.

Crediti

  • Concept, conduzione, voce: Daria Greco
  • Produzione: Chiasma

Bio

Daria Greco è una danzatrice e autrice che basa la sua ricerca coreografica sul rapporto fra meccanica del corpo e immaginazione. Artista associata del gruppo Chiasma (MIC) di Salvo Lombardo, ha lavorato, inoltre, con Carsten Saeger, Alice Gosti, Fabritia D’Intino, Clementine Vanlerberghe, Riccardo Guratti, DOM, Federica Santoro, Clara Delorme.
Per la scena ha realizzato Crangon Crangon; [parentesi]; Kern; Rampante; BALLETTI; ed è autrice delle produzioni audiovisive Crangon Crangon Eyes e Rampante. Nel 2009 ha lavorato come ballerina per Rai Gulp. PAUSA PRANZO_Classi di Danza Contemporanea è il suo progetto didattico.
È coach di movimento per compagnie di danza, teatro e circo contemporaneo.

installazione

Wasn’t built in a day

Salvo Lombardo e Daniele Spanò

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Quando
Mercoledì 11 novembre 2026, dalle 16.00 alle 17.00
Ingresso
Libero
Durata
13 minuti

L'opera video Wasn’t built in a day di Salvo Lombardo e Daniele Spanò nasce dal desiderio dei due autori di far convergere i rispettivi campi di indagine e di ricerca artistica - prevalentemente il corpo e l’immagine - nell’orizzonte di una scrittura cross-mediale, nel tentativo di coniugare video arte, performance e reportage filmico e puntando ad una reciprocità di sguardi.

L’opera vuole interrogare il concetto di potere e le sue articolazioni, le cui le radici affondano in un classicismo disegnato nei secoli in maniera strumentale. Il lavoro cerca di rintracciare quel sistema di segni che sottendono iconografie, canoni estetici, narrazioni e pseudo genealogie che stanno alla base della costruzione della presunta identità culturale e nazionale in Italia. Quali sono le matrici dei discorsi nazionalistici di oggi? Quali le rappresentazioni - molte di stampo coloniale - che permeano ancora nel nostro presente sotto mutate forme? E quali, invece, le “contro-figure” che resistono a queste rappresentazioni?

Il video è stato realizzato in parallelo al processo di creazione dello spettacolo AMOЯ della compagnia Chiasma, partendo dal medesimo tentativo di rovesciare il vasto archivio della nostra cultura d’appartenenza.

AMOЯ è bifronte di Roma; e Roma wasn’t built in a day.

Crediti

  • Di: Salvo Lombardo e Daniele Spanò
  • Fotografia e montaggio: Daniele Spanò
  • Musiche: Fabrizio Alviti e Franz Rosati
  • Con: Daria Greco e Pieradolfo Ciulli
  • Assistente alla fotografia: Alessio Troya
  • Supporto organizzativo: Isabella Gaffè
  • Produzione esecutiva: Chiasma
  • Coproduzione: MILANoLTRE Festival e Ostudio
  • Con il sostegno di Spazio Fattoria
  • Si ringrazia Teatro di Roma - Teatro Nazionale

Bio

Salvo Lombardo, è un performer, coreografo, artista multimodale e curatore di progetti performativi. Dal 2016 è direttore artistico di Chiasma. I suoi lavori sono ospitati in festival, teatri, musei e spazi indipendenti in Italia e all’estero. Dal 2019 al 2021 è stato co-curatore di Resurface Festival (Roma). Dal 2021 è direttore artistico di Interazioni - Festival (Roma). È stato tra i soci fondatori di Ostudio a Roma. è stato artista associato del Festival Oriente Occidente nel 2017-2018-2025 e MilanOltre Festival dal 2022 al 2024. Infine associato della Lavanderia a Vapore dal 2022 al 2024, con la quale attualmente collabora come ricercatore sul rapporto tra drammaturgie e critica istituzionale. Insegna tecniche del performativo presso NABA Milano.

installazione

Crangon Crangon Eyes

Daria Greco

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Quando
Mercoledì 11 novembre 2026, dalle 17.00 alle 18.00
Ingresso
Libero
Durata
13 minuti

Crangon Crangon Eyes è un progetto audiovisivo basato sulla performance coreografica Crangon Crangon (2022).

Ideato da Daria Greco e performato da Valentina Sansone, Crangon Crangon percorre una traiettoria a ritroso, mettendo in discussione l’idea lineare e finalistica di progresso.
Il corpo, che allude a una figura animale, è invitato a esperire l’inconsueta condizione di abitare tutti quegli spazi che trova alle proprie spalle, con un movimento contrario all’avanzare. La produzione di moto all’indietro sovverte l’ideologia del progredire e, nel farlo, rifonda la nozione di spazio in un inedito dispendio anatomico.

Crangon Crangon Eyes nasce dal desiderio di raccontare visivamente tale esperienza e trova luogo fra gli edifici, le strade, la gente di Ostia.

Ostia accompagna il lavoro dentro a un paesaggio eterotopico che comprende riserve, considera abbandoni, si muove fra le costruzioni razionaliste degli anni ‘20.

La pratica in sé e la sua narrazione visuale trovano senso nell’accostamento di un corpo che va all’indietro ad un ambiente che non ha trovato utilizzo, che non serve più, ma che rimane residuo nel tempo e del tempo e nella contraddizione fra un’architettura funzionalista e un corpo che si costruisce nell’ingenuità dell’improgettato.

Crediti

  • Ideazione: Daria Greco
  • Performance: Valentina Sansone
  • Regia: Ivan Gasbarrini, Daria Greco
  • Fotografia e montaggio: Ivan Gasbarrini
  • Location Manager: Chiara De Angelis
  • Musiche: Filippo Lilli
  • Costume: Vittorio Gargiuolo
  • Produzione: Triangolo Scaleno
  • Coproduzione: Chiasma

Bio

Daria Greco è una danzatrice e autrice che basa la sua ricerca coreografica sul rapporto fra meccanica del corpo e immaginazione. Artista associata del gruppo Chiasma (MIC) di Salvo Lombardo, ha lavorato, inoltre, con Carsten Saeger, Alice Gosti, Fabritia D’Intino, Clementine Vanlerberghe, Riccardo Guratti, DOM, Federica Santoro, Clara Delorme.
Per la scena ha realizzato Crangon Crangon; [parentesi]; Kern; Rampante; BALLETTI; ed è autrice delle produzioni audiovisive Crangon Crangon Eyes e Rampante. Nel 2009 ha lavorato come ballerina per Rai Gulp. PAUSA PRANZO_Classi di Danza Contemporanea è il suo progetto didattico.
È coach di movimento per compagnie di danza, teatro e circo contemporaneo.

workshop

Stesure – per la creazione di un terreno comune

Claudio Larena

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Quando
Mercoledì 11 novembre 2026, ore 17.30
Ingresso
Gratuito con prenotazione obbligatoria su Eventbrite
Durata
60 minuti

L’obiettivo è quello di condividere un gesto pratico mirato alla creazione di un risultato e oggetto comune.

L'esercizio è quello di immaginare un sistema di trasmissione del gesto che preveda e accolga l'espressione della soggettività di chiunque participi alla pratica.

Può un gesto così concreto e circostritto diventare canale emotivo di chi lo esegue?

E come può questa emotività prevalere sull'aspetto tecnico?

Se i parametri del ben fatto di un operazione edile fossero emotivi piuttosto che pratici, in quali ambienti vivremmo? che pavimenti calpesteremmo?

Crediti

  • Di e con: Claudio Larena

Bio

Autore e performer che spazia tra i linguaggi dell’installazione, della danza e della performance.

Si forma in contesti non accademici prendendo parte a workshop con artiste nazionali ed internazionali.

Dopo il debutto in forma di studio del suo primo lavoro (Calcinacci), presso il RomaEuropaFestival 2020, prosegue il suo percorso creativo con l’ideazione di tre nuovi progetti: -LENA; Spinte; Stiamo Lavorando per voi (ci scusiamo per il disagio); Dedalo

installazione

La morte del cigno

Fabritia D’Intino

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Quando
Mercoledì 11 novembre 2026, dalle 18.00 alle 19.00
Ingresso
Libero
Durata
3 minuti

Il lavoro è il primo oggetto video della coreografa Fabritia D’Intino.

L’obiettivo è quello di omaggiare il grande classico del balletto e la sua maggiore interprete Anna Pavlova, celebrando l'assenza del suo corpo.

Il movimento e la sua coreografia esistono senza la corporeità, delegando lo struggimento e la malinconia a degli esseri inanimati che popolano un luogo ormai abbandonato.

Crediti

  • Concept e direzione: Fabritia D'Intino
  • Shooting: Marco Coppoli
  • Assistente: Emanuele Danielli
  • Editing: Fabritia D'Intino, Federico Scettri
  • Musica: Camille Saint-Saëns
  • Con il sostegno di Habitat Creativo e Associazione Demetra / Centro di Palmetta (Terni)

Bio

Fabritia D’Intino è coreografa e performer. La sua pratica indaga principalmente lo sguardo e il suo potenziale di informare il corpo in movimento, attraversando questioni di visibilità, riconoscimento e rappresentazione. I suoi lavori, spesso in collaborazione con altrə artistə, vengono presentati in diversi contesti internazionali e sostenuti da festival e centri residenza in Italia e all'estero. Oltre alla creazione per la scena e il site specific sviluppa progetti di trasmissione e formati di ricerca.

performance

ABISSO

Filippo Lilli e Ludovica Manzo

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Quando
Mercoledì 11 novembre 2026, ore 19.00
Ingresso
Gratuito con prenotazione obbligatoria su Eventbrite
Durata
35 minuti

Liberamente ispirato al Quartetto per la fine del tempo di Olivier Messiaen, opera di musica da camera per clarinetto, violino, violoncello e pianoforte scritta tra 1940 e 1941 nel campo di prigionia di Görlitz. L'opera nasce dall’ispirazione di Messiaen all’Apocalisse di Giovanni, in particolare al passo che annuncia la fine del tempo cronologico, non come evento distruttivo,ma come cessazione della misura ordinaria del tempo e apertura a una dimensione diversa dell’ascolto e dell’esperienza.

Abisso si apre con un solo di clarinetto di Filippo Lilli, che riprende il terzo movimento del Quatuor, Abîme des oiseaux. Il solo è costruito su forti contrasti di tempo, dinamica e registro. Le sezioni, segnate da indicazioni di estrema lentezza, sono basate su lunghe frasi, suoni dilatati e ampie pause, che mettono in evidenza il respiro e la solitudine dello strumento. A queste si oppongono passaggi rapidi e ritmicamente definiti, ispirati al canto degli uccelli. Mentre il suono del clarinetto si dissolve nel suo ultimo percettibile decadimento, il canto di oltre duecento specie di uccelli sembra irrompere nello spazio dall’esterno, attraversando le pareti e incoraggiando una nuova condizione di ascolto.

Al centro dello spazio i due performer attivano una scultura cinetica in cristallo che, roteando vorticosamente, riflette la sua luce nello spazio. Un rimando visivo a quello che, nel lavoro di Messiaen, è il senso di circolarità, in grado di raggiungere un “tempo eterno”.

La voce di Ludovica Manzo entra in dialogo con il canto degli uccelli per poi riportarlo nel corpo e nel respiro, ad una voce intima. La linea vocale si muove tra suoni trattenuti e aperture improvvise, assumendo qualità strumentali senza perdere la presenza del corpo. La voce di Ludovica Manzo resta nello spazio in un solo di canto melodico, tornando idealmente all’inizio della performance.

Abisso rilegge l’opera di Messiaen senza cadere nella pura citazione, ma incorporando l’opera come punto di partenza per esplorare una condizione di tempo sospeso.

Crediti

  • Clarinetto ed elettronica: Filippo Lilli
  • Voce ed elettronica: Ludovica Manzo
  • Scultura cinetica: Giulio Bensasson

Bio

Ludovica Manzo, vocalist e performer, e attiva nell’ambito della musica improvvisata, del songwriting e della musica elettroacustica. Nella sua pratica la voce e il punto di partenza per una indagine sonora che include l’elaborazione elettronica del suono. Attraverso la ricerca su processi di interazione estemporanea, uniti a strutture compositive, costruisce ambienti sonori e percorsi narrativi, che fondono sperimentazione sonora, songwriting ed elettronica.

Filippo Lilli, è un compositore, sound designer e artista del suono la cui pratica attraversa musica, arti visive, teatro e performance, esplorando il suono come materia narrativa, fenomeno percettivo e spazio di esperienza sensoriale. Il suo lavoro indaga il rapporto tra suono, silenzio e spazio, attraverso composizioni che riflettono su tempo, memoria e percezione. La sua arte si distingue per la capacità di coniugare rigore tecnico e sensibilità poetica, trasformando il suono in esperienza e memoria condivisa

performance

MEDUSA

Fabritia D’Intino e Federico Scettri feat. Ludovica Manzo

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Quando
Mercoledì 11 novembre 2026, ore 20.30
Ingresso
Gratuito con prenotazione obbligatoria su Eventbrite
Durata
45 minuti

MEDUSA si muove nella dimensione immersiva dell’oscurità, indagando il possibile stato di invisibilità di un corpo. Che ne è della danza quando nessuno la osserva? In un ambiente fantasmatico il movimento emerge come presenza più che come forma, mentre un live set sonoro di elettronica e voce attraversa e trasforma lo spazio, aprendo le possibilità di immaginazione e invenzione. Una riflessione sull'invisibilità e sul buio dal punto di vista sensoriale, immaginifico e politico. La performance diventa così un’esperienza di sparizione condivisa, un invito a perdersi insieme per ritrovarsi altrove.

Crediti

  • MEDUSA feat. Ludovica Manzo
  • Ideazione e coreografia: Fabritia D'Intino
  • Ricerca sonora e musica live: Federico Scettri
  • Voce: Ludovica Manzo
  • Produzione Chiasma
  • Con il supporto di Workspace Ricerca X, Lavanderia a Vapore, Interazioni Festival, Intercettazioni, Operaestate, Circuit-Est (Montréal)

Bio

Fabritia D’Intino è coreografa e performer. La sua pratica indaga principalmente lo sguardo e il suo potenziale di informare il corpo in movimento, attraversando questioni di visibilità, riconoscimento e rappresentazione. I suoi lavori, spesso in collaborazione con altrə artistə, vengono presentati in diversi contesti internazionali e sostenuti da festival e centri residenza in Italia e all'estero. Oltre alla creazione per la scena e il site specific sviluppa progetti di trasmissione e formati di ricerca.

performance + dj set

OUTDOOR DANCE FLOOR

Salvo Lombardo

Immagine di giorno-11-e8
Quando
Mercoledì 11 novembre 2026, ore 22.00
Ingresso
Gratuito con prenotazione obbligatoria su Eventbrite
Durata
40 minuti + dj set

La performance del coreografo siciliano è immaginata per ricreare una piattaforma da ballo per spazi non deputati al clubbing, attraverso la quale il dance floor è reinterpretato in spazi non convenzionali. La performance si inserisce in un ciclo di lavori, prodotti dalla compagnia Chiasma, che individuano nella club culture una dimensione ibrida in cui il ballo e la musica diventano territorio di liberazione dei corpi e occasione per l’affermazione di una “politica” del corpo che trascende convenzioni sociali e di genere. Daria Greco e Salvo Lombardo, accompagnati da un dj set a cura di Federico Scettri, tessono i punti di un’azione coreografica basata su una serie di sequenze di movimento imitabili e sostenute dalla relazione con la pulsazione musicale, sonora e visiva di un live set multimediale, dove sonorità più ruvide dalla patina digitale e industriale incontrano l’estetica della musica techno per aprirsi a paesaggi synt pop, tropical, R&B ed innesti sinfonici. Dopo l’azione coreografica il pubblico sarà invitato ad appropriarsi dello spazio scenico per esperire, a sua volta, attraverso il ballo, nuove dinamiche relazionali, echi e riverberi del movimento, dando vita ad una vera e propria festa.

Crediti

  • Ideazione, coreografia e regia: Salvo Lombardo
  • Performance: Daria Greco, Salvo Lombardo
  • Dj Set: Federico Scettri
  • Luci: Alessio Troya
  • Contributi video: Daniele Spanò
  • Direzione tecnica: Maria Elena Fusacchia
  • Organizzazione e coordinamento: Giulia Vanni
  • Amministrazione: Cesare Benedetti
  • Produzione: Chiasma, Roma
  • Con il sostegno di MIC – Ministero della Cultura
  • in collaborazione con Fondazione Romaeuropa

Bio

Salvo Lombardo, è un performer, coreografo, artista multimodale e curatore di progetti performativi. Dal 2016 è direttore artistico di Chiasma. I suoi lavori sono ospitati in festival, teatri, musei e spazi indipendenti in Italia e all’estero. Dal 2019 al 2021 è stato co-curatore di Resurface Festival (Roma). Dal 2021 è direttore artistico di Interazioni - Festival (Roma). È stato tra i soci fondatori di Ostudio a Roma. è stato artista associato del Festival Oriente Occidente nel 2017-2018-2025 e MilanOltre Festival dal 2022 al 2024. Infine associato della Lavanderia a Vapore dal 2022 al 2024, con la quale attualmente collabora come ricercatore sul rapporto tra drammaturgie e critica istituzionale. Insegna tecniche del performativo presso NABA Milano.